MOLTO RUMORE PER NULLA - Estate Teatrale Veronese<br />
Corte Mercato Vecchio Verona <br />
18, 19, 20 e 21 luglio<br />
ore 21.15<br />
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I BIGLIETTI SONO ACQUISTABILI  IN PREVENDITA PRESSO BOX OFFICE ED ALLA CASSA DEL TEATRO UN’ORA PRIMA DELLO SPETTACOLO.<br />
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Prevendita biglietti presso: https://www.boxofficelive.it/index.cfm/it/eventi/teatro/MOLTO-RUMORE-PER-NULLA/<br />
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Punto in Movimento/Shiftingpoint circuitoteatro presenta
Lo spettacolo musicale

MOLTO RUMORE PER NULLA

di William Shakespeare

Regia: Roberto Totola

Estate Teatrale Veronese
Corte Mercato Vecchio Verona
18, 19, 20 e 21 luglio
ore 21.15

I BIGLIETTI SONO ACQUISTABILI IN PREVENDITA PRESSO BOX OFFICE ED ALLA CASSA DEL TEATRO UN’ORA PRIMA DELLO SPETTACOLO.

Prevendita biglietti presso: https://www.boxofficelive.it/index.cfm/it/eventi/teatro/MOLTO-RUMORE-PER-NULLA/



MOLTO RUMORE PER NULLA

Musiche a cura di Franco Manzini e Roberto Totola

Canzoni di Franco Manzini

Assistente alla regia Marina Furlani

Regia Roberto Totola

Personaggi e interpreti:

Benedetto, gentiluomo padovano: Roberto Totola

Don Pedro, principe di Aragona: Alessandro Giacomelli

Don Juan, suo fratello: Enrico Totola

Claudio, giovane fiorentino: Edoardo Brugnara

Lionato, governatore di Messina: Franco Manzini

Borraccio, del seguito di Don Juan: Vittorio Bentivoglio

Corniola, ufficiale della pace: Daniele Garofoli

Agresto, caporale rionale; un Padre: Massimiliano Mirizzi

Beatrice, nipote di Lionato: Marina Furlani

Ero, figlia di Lionato: Giulia Gurzoni

Margherita, damigella di compagnia: Isabella Rossi

 

Immagine artistica e grafica Alessandro Capuano

Costumi Isabella Rossi

Disegno luci Roberto Totola

Tecnico luci e audio Marco Di Marzo.

Allestimento, costumi, effetti, trucco e parrucco a cura di

Punto in Movimento/Shiftingpoint

 

MOLTO RUMORE PER NULLA

Molto rumore per nulla (Much Ado About Nothing) di William Shakespeare è una commedia teatrale ambientata a Messina scritta tra l'estate del 1598 e la primavera del 1599.

Commedia di Shakespeare tra le più famose e le più rappresentate in tutto il mondo insieme a “Il mercante di Venezia”, “Come vi piace”, “La dodicesima notte” e “Le allegre comari di Windsor”. Considerata a lungo commedia romantica per i temi amorosi e per la struttura ricca di elementi farseschi e giocosi, l'opera rientra a pieno titolo nel novero delle tragicommedie. L'efficacia della macchina teatrale è stata riconosciuta come tecnicamente magistrale dall’unanimità della critica.

Lionato, un rispettabile nobiluomo, che vive a Messina con la figlia Ero e la nipote Beatrice, quest’ultima conosciuta per il suo carattere arguto e spiritoso, si prepara a dare il benvenuto ad alcuni amici che stanno tornando dalla guerra: il principe Don Pedro, caro amico della loro famiglia, Benedetto, un gentiluomo intelligente che si diverte a fare battute di spirito, Claudio, un nobiluomo di rispetto e Don Juan, il fratello illegittimo di Don Pedro, scontroso e provocatore. Grazie a questo incontro Benedetto e Beatrice riprendono una schermaglia iniziata in passato a suon di battute sagaci mentre Claudio ed Ero s’innamorano e decidono di sposarsi. Nella settimana dei preparativi per il matrimonio gli amanti e i loro amici attuano un gioco per far smettere le schermaglie di Beatrice e Benedetto e far sì che si dichiarino il loro amore. I trucchi degli amici funzionano, e i due sono presto attratti l’una dall’altro. Don Juan decide però di rovinare la felicità di tutti e porta Claudio ad umiliare pubblicamente Ero il giorno del matrimonio con l’accusa di lussuria. I

membri della famiglia decidono di fingere che la giovane sia morta di dolore e di nasconderla fino a quando potranno rivendicarne l’innocenza. Nel frattempo, mentre Benedetto e Beatrice si confessano amore reciproco, il piano del perfido Don Juan viene scoperto grazie ai due ufficiali del rione Corniola ed Agresto, e il traditore smascherato. La commedia si chiude con una danza degli amanti che celebrano il doppio matrimonio.

 

NOTE DI REGIA

Il titolo della commedia è stato il principio del nostro lavoro. E' proprio il "Nulla" menzionato nel titolo ad averci delineato la strada: l'immoralità, l'inquietudine, la collera, gli scontri, l'ipocrisia, le liti, l'amore... sono il risultato del nulla, e indubbiamente arriveranno al nulla. Raggiri, litigi, battibecchi, finte morti, congetture, scambi di persona... Un "Molto" che attraverso l'immagine del "Rumore" si propaga e si fa "Nulla".

Dopo il debutto nell’estate 2016 de La Dodicesima Notte prosegue la nostra ricerca shakespeariana con l’allestimento di Molto Rumore per Nulla, seconda commedia della trilogia delle opere di Shakespeare che Punto in Movimento sta affrontando negli ultimi anni. Studiare quest’opera, a me cara e già diretta nel 1996 è stata una prova fondamentale, estremamente affascinante e divertente ed essenziale momento di studio. Grazie alla professionalità dell’unitissimo gruppo di attori, cast mantenuto il più possibile uguale allo spettacolo dello scorso anno per sottolineare maggiormente lo studio sulla trilogia shakespeariana, e grazie alle visioni ed ai simboli che le profonde parole del Poeta ci hanno evocato, trattando a venti anni di distanza, per la seconda volta l'allestimento di Molto rumore per nulla, mi è stato ancora più definito che il valore dell'opera consiste nella sua forma. Le influenze della ventiduesima novella di Matteo Bandello, il quinto canto dell'Orlando furioso dell'Ariosto, vanno a delineare la minuziosa costruzione teatrale orchestrata con grande armonia e sagacia all’interno della trama e dei personaggi di questa e non solo, anche  di tutta la produzione shakespeariana. La complessità ed elasticità del plot, l'abbondanza delle forme, l'assortimento dei personaggi, fanno vibrare la commedia di una magica energia.  La

sorprendente velocità della lingua, sottile, graffiante, arguta, brilla per originalità e ricchezza in questo mondo shakespeariano pieno anche di ombre; c’è posto infatti per il tragico: ci sono il principe e il servitore, l'onesto e l'allocco, il nobile, il leccapiedi, il fool, il buono e il cattivo, tutti vicini, tutti insieme nella stessa baraonda.

Attraverso lo studio dei ruoli con gli attori si è voluto ricreare il clima di controversa morale in cui precipitano i personaggi descritti dal Bardo, per poi piombare nell'effimero gioco del dio Eros che, nelle sue molteplici forme, diventa la trappola della Natura, la danza della vita ma anche l’avventata infermità della tenacia e delle emozioni. La lotta fra i sessi, tema fondamentale della commedia, condotta nella schermaglia fra Beatrice e Benedetto, personaggi che ci riportano a Caterina ne La Bisbetica Domata e Mercuzio in Romeo e Giulietta, si sviluppa attraverso l'attrazione delle intelligenze dei due personaggi, il "matrimonio delle menti", che si muove in un valore totalmente politico. E non poteva essere altrimenti, poiché l'ambiente in cui è collocata la vicenda è quello di Messina, e dei suoi abitanti, terra occupata dagli aragonesi giunti ad "affrancare" la Sicilia dai francesi.

Ed infine la vicenda nuovamente si ricongiunge con l’inizio, con il titolo; ed ecco che i raggiri, i litigi, i battibecchi, le finte morti, le congetture, gli scambi di persona che accompagnano il susseguirsi repentino e delicato di questa effervescente e vivace commedia svolgono il filo della narrazione, e noi ci ritroviamo proiettati nei versi universali di William Shakespeare: “La vita non è che un'ombra che cammina, un povero commediante che si pavoneggia e si agita, sulla scena del mondo, per la sua ora, e poi non se ne parla più, una favola raccontata da un idiota, piena di rumore e di furore, che non significa nulla”. E, come dice Benedetto, cosicché tutto questo "rumore" finisce nel nulla come è nato dal nulla… allora... “Balliamo”!

Roberto Totola

 

Allestimento, luci, costumi, effetti: Punto in Movimento circuitoteatro.

Elaborazione, traduzione e riduzione testo Marina Furlani

Disegno luci Roberto Totola

Tecnico luci e audio: Marco Di Marzo..

Immagine grafica e fotografie di scena: Alessandro Capuano

Fotografi: Matteo Beltrame, Marta Bergamini.

Collaboratori: Giovanna Angelico, Cristina Frontero.

Grazie a: Alessandro Natali.